Lo spettacolo contro le mafie a scuola: memoria e coscienza civile

Spettacolo teatrale al Varchi su Salvatore Carnevale. La storia del sindacalista e di sua madre promuove legalità e coscienza civile tra gli studenti

Nella giornata di oggi, 21 febbraio, le classi 3ª A Scienze Applicate, 3ª B Scienze Applicate, 4ª C Scientifico e 5ª A Scienze Applicate hanno assistito nei locali dell’IIS Varchi, ad uno spettacolo teatrale dedicato alla lotta contro le mafie dal titolo “Salvatore Carnevale: non era santo ma i miracoli faceva”.

In questo spettacolo, portato in scena da “Materiali sonori”, le voci di Chiara Cappelli e Sergio Serges dialogano insieme ai ritmi e alle musiche di Arlo Bigazzi. Alternandosi tra il dialetto siciliano e la narrazione in italiano, tra il testo in prosa e tratti di poesia, ci hanno raccontato una storia di memoria e lotte, di impegno civile e di grande sacrificio.

Al centro della rappresentazione la figura di Salvatore Carnevale, giovane sindacalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1955 per aver difeso con coraggio i diritti dei contadini all’interno di un tessuto sociale pieno di conflitti, di lotte contro il lavoro nero, per la riduzione dell’orario di lavoro.

Turiddu Carnevale riesce, creando un movimento di lotta dei contadini, a far applicare nel suo territorio una legge della riforma agraria in vigore da tempo nel resto d’Italia. Vive due anni a Montevarchi dove lavora e sperimenta l’accoglienza della gente valdarnese che condivide con lui la lotta per la giustizia dei lavoratori.

La storia di Salvatore, detto Turiddu, è narrata dalla voce della madre, Francesca Serio, attraverso un intenso racconto che ha permesso agli studenti di avvicinarsi non solo alla vicenda storica, ma anche al dolore e alla forza di chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze della violenza mafiosa.

Francesca Serio ricerca la giustizia e per questo sarà la prima donna nella storia siciliana che denuncerà, mandandoli a processo, i carnefici di suo figlio. Un racconto capace di coinvolgere emotivamente e di stimolare una riflessione profonda sul valore della giustizia, del lavoro e della legalità.

Al termine della rappresentazione gli attori si sono resi disponibili a rispondere alle domande del pubblico, dando vita a un dialogo aperto e partecipato. Questo momento di confronto ha rafforzato l’obiettivo principale dell’iniziativa: costruire una coscienza civile consapevole e critica.

Lo spettacolo rientra nei moduli di educazione civica e di impegno civile che il nostro Istituto promuove per gettare semi di legalità tra gli studenti liceali.